TOMBE DEL TIPO A “THOLOS” SU MONTE OTTAVIO

SSA46262cutIl Monte Ottavio, è la collina più imponente che insiste sul territorio del comune di Montedoro (CL). Esso trova ubicazione sul lato Est dell’abitato e si estende da Sud a Nord per circa 1200 metri. La punta a Sud, raggiunge la quota di 475 slm, la parte più a Nord raggiunge i 533 metri.

Sul versante Nord Est si trovano diverse tombe risalenti al periodo di insediamento sicano (a forno) e miceneo (tholos). Sul lato Est inoltre si trovano numerosi ingressi di miniere risalenti al periodo estrattivo fine 800″. Sempre sul lato Est si possono osservare alcune tombe a forno, dette comunemente “grutti saracini”, risalenti probabilmente all’età del bronzo (dallo scorcio del III millennio a quello del II a.c.) questo periodo rappresenta un momento importante della storia del comprensorio, nel quale sembra prevalere, a livello di insediamenti, la dimensione della continuità.
999446_1411026392445265_2137330718_nTra le varie grotte naturali esposte ad est spicca per la sua forma “La Grotta del piliere”, la sua particolarità sta nel pilastro centrale che sorregge la volta, il panorama che essa offre a chi vi si affaccia è di una bellezza fuori dal comune.
Proseguendo in direzione Nord si arriva ad un pianoro, incastronata533221_1411026665778571_1002819306_n nel gesso, si trova una tomba del tipo a “tholos” che pare risalga al periodo del medio bronzo. E’ la tomba più recente del sito e si è mantenuta perfettamente conservata. L’entrata mantiene intatta la sua forma rettangolare, all’interno impressiona la sua forma conica, circolare alla base, molto simile alle “tholos” del vicino monte campanella a Milena; anche se più piccola sia nelle dimensioni sia nell’importanza (della fine del XIII-inizi del XII secolo a.c.), alcuni reperti appartenenti alla tholos di monte Ottavio e precisamente un rasoio in bronzo e pezzi di vasellame sono conservati a cura della sovrintendenza. 1236042_1411077649106806_566095451_nA circa 10 metri in direzione Ovest si trova con molta probabilità un’altra tomba sempre del tipo a tholos, si notano la forma ma purtroppo è franata e l’identificazione diventa difficile, sotto di esse molto probabilmente vi era il villaggio neolitico, infatti il pianoro naturale ha tutte le caratteristiche per un’ipotetica ubicazione del villaggio, “non di rado è possibile rinvenire cocci di vasellame risalenti a quel periodo”.

Particolare attenzione meritano le tombe “Tholos di Monte Ottavio”, perché a partire dal XIV secolo a.c. rappresentano l’anello di congiunzione tra la civiltà Greca e Sicana, infatti in questo periodo il comprensorio si apre ai commerci con il mondo Miceneo, mediati dagli insediamenti stanziati lungo il litorale Agrigentino, influenze arrivate all’interno dell’isola grazie al collegamento fluviale, (fiume platani e fiume Gallodoro), via di penetrazione della civiltà greca verso le aree centrali dell’isola. L’area Nord-Est di Monte Ottavio è stata inserita dal Piano Paesistico Regionale nell’ambito 10 definendolo “villaggio capannicolo e necropoli con tombe a tholos con profilo conico ed a camera” tarda età del bronzo Pantalica Nord “zona A1, aree archeologiche vincolate o da vincolare”, il recente piano paesistico Provinciale del 2008 ha vincolato tale area come si evince dalla tavola 15 “regimi vincolanti”, livello di tutela 3 ai sensi dell’art. 20 delle norme di attuazione riportate dal Piano paesaggistico attualmente vigente.

1238181_1411026165778621_1722224273_nIl presente breve articolo nasce dalla mia passione per l’ambiente e le sue bellezze sia naturali che creati dall’uomo, in particolar modo la parte Nord- Est di Monte Ottavio ha sempre suscitato in me forti emozioni, per tale motivo mi sono appassionato nello studio dei suoi antichi abitatori i “Sicani” e i loro rapporti con la civiltà Greca. Spero che testimonianze di un passato pieno di cultura vengano preservate ed usufruite dalle generazioni future, questo è il mio augurio.

Dott. Serafino Mantione

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2 risposte a TOMBE DEL TIPO A “THOLOS” SU MONTE OTTAVIO

  1. bufalino angelo ha detto:

    Mi permetto di integrare l’articolo su Monte Ottavio, pur premettendo che non sono un esperto, ma semplicemente un grande appassionato. Per comprendere meglio il senso dell’insediamento sul Monte Ottavio proviamo ad allargare la prospettiva guardando al comprensorio di Milena: qui oltre alle tholoi di Monte Campanella ( 1500-1200 a.C. ) troviamo anche le tombe di Pizzo Menta, Monte Conca, Rocca Aquilia, Mustanziello, oltre all’insediamento abitativo di Serra del Palco.; testimonianze di presenze indigene significative e di contatti con genti egeo-micenee. Alla luce delle persistenze architettoniche e del materiale contestualmente rinvenuto, il territorio di Milena rappresenta la stazione più interna lungo la valle del Platani con materiali di importazione micenea; mentre le tholoi della “Grotta di lu Rimitu” e lo sporadico materiale rinvenuto nelle vicinanze costituiscono l’unica testimonianza, ad oggi, dell’espansione ad est del territorio di Milena della cultura di Thapsos in una prima fase e successivamente di Pantalica nord ( XIII-XII sec. A.C.)- I contatti di queste genti di cultura micenea con coloro che abitavano l’altura di Monte Ottavio devono essere stati frequenti e intensi, e questa ha permesso acquisizioni culturali importanti tanto da influenzare la cultura materiale e l’architettura funeraria. Le vie di contatto tra queste genti, oltre alle naturali vie terrestri, dovrebbero essere state la rete di fiumi che caratterizza il territorio e in particolare la rete di fiumi costituita dal Platani, dal Salito e dal Gallodoro ( da immaginare ovviamente con ben altre portate). Ma cosa cercavano a Monte Ottavio le genti micenee? Possiamo ipotizzare frumento, forse olio, ma non è da escludere che fosse ambito lo zolfo e l’allume di potassio, quest’ultimo utilizzato nella concia delle pelli. In cambio portavano manufatti (in ceramica e bronzo) che vengono appezzati e imitati dagli artigiani locali. Il contatto tra le due culture implica scambi e trasmissione di conoscenze e tradizioni , un vero e proprio meticciato culturale tra micenei e sicani. Se fino ad adesso ci siamo fatti aiutare dalla fantasia per provare a ricostruire un puzzzle che ha ancora pochi pezzi, proviamo a scendere nel concreto di quello che si potrebbe fare per valorizzare l’area di Monte Ottavio. – Segnalare quanto messo in evidenza finora alla Soprintedenza di CL – Sollecitare l’intervento del Comune di Montedoro per la messa in sicurezza delle grotte con interventi mirati che non comporterebbero spese ingenti , perché non si perda un patrimonio enorme – Coinvolgere Sicilia Antica che in diverse zone della nostra isola si è fatta promotrice di interventi di scoperta, tutela e salvaguardia. – Creare un gruppo in paese che metta a disposizione un po’ di tempo e tanto entusiasmo per organizzare un “survey” (ricognizione di superficie) volta ad individuare e riportare su carta reperti mobili (cocci e metalli) e strutture murarie o atre tombe nell’area. In particolare localizzare l’area del villaggio che deve trovarsi nel pianoro sottostante alle tholoi. Ricordiamoci che un coccio decontestualizzato non ha nessun valore commerciale e nel migfliore dei casi finisce nel fondo di un cassetto, ma se segnalato messo in relazione con altri dati può rivelarsi fondamentale per dare senso ai contesti archeologici. Per completare quanto detto sottolineo come in questa zona siano rilevanti ma per niente valorizzati interessantissime emergenze archeologiche che messe in rete potrebbero garantire un flusso turistico costante e redditizio. Basti pensare a “lu Castidduzzu” e alla Grotta di Fra Diego con interessanti tombe sicane a forno , sulla strada tra Montedoro e Racalmuto. A Raffe a qualche km da Bompensiere un insediamento sicano ellenizzato. A Polizzello, sulla strada per Vallelunga, dove gli scavi degli ultini anni hanno messo in evidenza un notevole santuario federale indigeno. Concludendo, ritengo che non ci sia dimostrazione più grande di amore per la propria terra che adoperarsi per ricostruire la storia del posto in cui si è nati, per costruire una memoria che deve essere condivisa e fruibile da tutti, per diventare cultura. Perché solo chi ha memoria del proprio passato, comprende il senso del tempo che vive e può sognare e progettare una vita futura degna di essere vissuta. L’appello va all’ Amm. Com. di Montedoro perché compito della politica e quindi di chi amministra è rendere possibili i desideri i chi viene amministrato. Ma rivolgo un appello anche ai miei compaesani perché collaborino fattivamente alla riscoperta di un territorio che altrimenti rischia di rimanere isolato e depresso. Io rimango a disposizione per qualsiasi iniziativa. angelo bufalino.

  2. Kokalos ha detto:

    Ho appena trovato una tomba a Tholos, a breve vi accederò e vi farò sapere circa il suo contenuto.
    Sono emozionato :-)
    Kokalos

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